Call for Papers

Monografico: 

Grazie e disgrazie nei corpi. φύσις , nόμος, βίος, Θάνατος 

 

Nella dinamica della introduzione o descrizione cui segue la specificazione della definizione dei corpi, il percorso storico forse non è infinito ma è sicuramente talmente esteso da inserire campi o atteggiamenti tanto diversi da aprire universi esplorabili da parte di ciò che fino a qualche decennio fa veniva indicato come necessaria, o almeno opportuna, proliferazione della divisione del lavoro intellettuale. Il corpo della lingua, la lingua del corpo tra Freud e Saussure, dopo secoli di riflessioni che vanno dal mondo classico al moderno, hanno raggiunto un primo punto di attenzione tecnica in un groviglio di specializzazioni convergenti ma anche divaricate in mondi specialistici estremamente innovativi, e tuttavia sempre più specifici. Tutto ha concorso alle definizioni, e conseguenti delimitazioni, delle frontiere disciplinari. Alla rinfusa alludo a segmenti tanto dissimili come le riflessioni di Merleau Ponty nella percezione alla corporeità, il discorso politico, i corpi politici, il corpo del/nel discorso politico, tanto vicino eppure discorde rispetto al corpo nella fraseologia e paremiologia. D’altronde l’Anatomia dei corpi che il Rinascimento scopre o riscopre estraendolo dalle culture delle prime civiltà medio orientali o anche nordafricane si stagliano e parlano in ogni nuovo corpo dipinto, scolpito, sezionato, animato e inanimato. Ritratto o natura morta la diaspora dei corpi, ove ai corpi naturali si associano quelli metaforici, simbolici algebrici o geometrici che nelle reinterpretazioni di Caramuel aprono verso gli immensi spazi immaginari e fantastici della metametrica, già indagata degli antichi cultori dei tecnopaegnia, non ha dato, non dà tregua. Piramidi reali e tuttavia simboliche si sono rincorse nei progetti o nelle fantasia fino a quando hanno creato un nuovo modo di concepire il tempio e la città, con la materializzazione del sogno dei Titani della scalata al cielo. L’edificio più alto ha soppiantato tuttavia nell’immaginario in senso laico quell’aspirazione religiosa con i primi, e gli ultimi grattacieli, americano, orientali o arabici. Naturalmente ogni discorso preclude alla sua negazione: gli edifici funzionali, razionali nel famoso settembre dell’esplosione delle Torri di New York hanno riscoperto l’orrido dell’oppio dei popoli e la regressione al dio assassino.